Professione: digital PR

By 3 dicembre 2015Digital Marketing

Spesso la cosa più difficile per chi esercita le cosiddette nuove professioni del web è spiegare agli altri in cosa consiste il proprio lavoro. Quando alla classica domanda “e tu cosa fai nella vita?” rispondo “lavoro per un’agenzia e mi occupo di digital PR” la reazione è quasi sempre la stessa: e cosa vuol dire?
Sotto la definizione di digital PR si raccolgono tutta una serie di attività online finalizzate a promuovere e far aumentare la brand awareness di un’azienda, un prodotto o un evento, sfruttando, appunto, le relazioni digitali. Mi rendo conto che per chi non si occupa di marketing, per chi non bazzica la rete, per vostra zia e talvolta anche per il vostro commercialista, questa spiegazione non sia comunque abbastanza chiara. Vediamo quindi nel concreto in cosa consiste il lavoro di chi segue le digital PR.

Cominciamo da un semplice presupposto: l’esperto di relazioni pubbliche digitali deve essere sempre informato su quanto accade di rilevante in rete e anche offline, tenendo d’occhio i canali frequentati dal proprio pubblico target: eventi di particolare rilevanza, trend del momento, discussioni e hot topic. Questo significa frequentare assiduamente i social network, strumento privilegiato per monitorare quanto accade non solo a livello virtuale, blog e forum di settore. Essere, insomma, sul pezzo.

Ciò permetterà di individuare gli interlocutori giusti da coinvolgere nel progetto che si deve promuovere, sia esso un marchio, un prodotto o una manifestazione: blogger, influencer e opinion leader vanno selezionati accuratamente sulla base di interessi, popolarità e vicinanza con la filosofia del brand.
 L’individuazione degli influencer alcune volte è più facile e intuitiva, altre volte, se l’azienda che si sta seguendo opera in un settore a voi del tutto estraneo, sarà necessario fare molta ricerca. Da appassionata di illustrazione, quando mi è stato chiesto di seguire il lancio di un nuovo prodotto di Uniposca, lo storico marchio di penne e pennarelli, trovare opinion leader e influencer di riferimento è stato un gioco (da ragazzi): la maggior parte di loro era già tra i miei contatti social. In altre occasioni, come quando mi sono trovata a lavorare per Photoshow, un evento dedicato agli appassionati di fotografia digitale, argomento a me quasi sconosciuto, la ricerca dei corretti interlocutori da interpellare è stata più impegnativa. L’importante è non scoraggiarsi in partenza: i vostri potenziali brand ambassador sono lì fuori, basta solo scovarli.

Gli influencer vanno poi coinvolti in progetti di varia natura pensati per promuovere, online e offline, il brand: finalità ultima è quella di favorire la discussione intorno al marchio, rafforzarne l’immagine e raggiungere così nuove fasce di publico e consumatori.
 Un consiglio da tenere a mente nel momento del contatto: evitate le mail “copia-e-incolla” e cercate al contrario di scrivere messaggi personali, studiati appositamente per l’interlocutore a cui vi rivolgete. Che sia un blogger emergente, uno sportivo affermato o la showgirl del momento, ricordate che si tratta pur sempre di una relazione tra due persone. Siate amichevoli ma professionali: più entrate in empatia con lui o con lei, più la vostra collaborazione sarà fruttuosa.

Cromologia 3.0
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